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Capitolo

SUGGERIMENTI


(dove mangiare)


(dove dormire)

Jeonju Mix Motel
931-12, Ua-dong 2-ga, Deokjin-gu
561-222 Jeonju, Corea del Sud

(cosa vedere)

Villaggio Hanok

Foto


Thumbnail strada love motel
Thumbnail spiedino polipo e formaggio
Thumbnail bibite coreane
Thumbnail distributore di fiori
Thumbnail strada di Jeonju
Thumbnail menu giapponese
Thumbnail barbecue coreano

Jeonju

Viaggio in Corea
strada love motel
Nel Love Hotel in cui alloggiamo non serve fare il checkout, si lasciano le chiavi in un apposito cestino in ascensore e si va via senza dire niente, senza nemmeno salutare, per mantenere l’anonimato più assoluto.
Qui non abbiamo la colazione inclusa, ci tocca quindi andare in cerca di un convenient store aperto h24, per fortuna in Corea ce ne sono ad ogni angolo di strada e quindi non è difficile rimediare la colazione.

Le asciugamani del nostro Motel sono stese per strada ad asciugare, chissà perché mi tornano in mente i vecchi quartieri di Napoli, il meteo da pioggia, ma per ora fa solo un caldo infernale, sono previsti 37 gradi ed il sole rende l’asfalto già cocente. Le strade sono silenziose e desolate, non c’è un passante in nessuna delle stradine del quartiere, nemmeno sulle arterie principali della città, tutti dormono o sono già andati a lavorare.

Siamo diretti al villaggio Hanok, dove ci sono le case tradizionali, Simona ha deciso che dobbiamo prendere l’autobus anche se il villaggio dista solo 2,4Km a piedi, non so perché le è presa questa improvvisa pigrizia.
Andando in centro riesco a notare solo la presenza di qualche negoziante che lentamente rimuove con piccole scopette le foglie dal marciapiede davanti il negozio. In appositi club, ci sono invece persone già intente a provare le battute con la mazza da baseball, si vedono spesso questi club dove un macchinario lancia le palle e tu puoi ribatterle tirandole in una rete.
Oltre a questi ci sono tantissimi club per sparare con le pistole a piombini, deve essere una moda, ci si può allenare con sagome fisse o mobili e si può perfino sparare con pistole vere.

Il villaggio Hanok questa mattina è meno affollato, sembra più tranquillo del solito, forse perché è domenica. Nonostante siano le 11:00 molti negozi sono chiusi e credo non abbiano proprio alcuna intenzione di aprire, d’altronde qui molte persone sono cristiane e quindi è naturale che la domenica rispettino la chiusura.

Non so come mi sono lasciato convincere a prendere in affitto gli abiti tradizionali per due ore, forse inconsciamente volevo farlo, ma non avevo il coraggio di proporlo. Cosi con un caldo afoso tremendo abbiamo indossato degli abiti super colorati e pomposi e ci siamo andati in giro con il vantaggio di non dover nemmeno pagare gli ingressi ad alcuni palazzi e monumenti.
È stata una sudata incredibile, ma ne è stato divertente, molte delle persone che ci incrociavano ci sorridevano e ci facevano i complimenti, chiedendoci anche di posare per delle foto ricordo, per due ore siamo stati una specie di pagliacci del villaggio, solo perché eravamo europei in abiti tradizionali coreani.

Ancora con gli abiti tradizionali addosso, siamo andati a visitare il Gyeonggijeon hall, una sorta di palazzetto militare dove è conservato l’unico Dipinto del re Taejo, fondatore deLla dinastia Joseon. Fino ad oggi non ne sapevo niente di storia coreana, ma sto imparando qualcosa, è affascinante e piena di lotte interiori ed imperi maestosi che sono stati cancellati dal tempo e dagli scontri con la modernità e le altre popolazioni.

spiedino polipo e formaggio

Per pranzo ravioli abbiamo optato per qualcosa di veloce, ravioli cinesi di varie forme e ripieni, un nikuman ed uno spiedino di polipo cotto prima al vapore, poi sulla griglia ed in fine ripassato con il formaggio in un cornetto con la funzione grill. Qui il formaggio lo mettono ovunque, sulla carne e sul pesce, ma è piacevole, fila come la mozzarella ed ha un gusto delicato. Lunica cosa a cui bisogna stare attenti è la salsa piccante che aggiungono alla fine, non andate oltre la media, perché qui mangiano veramente piccante.

Per curiosità siamo andati a visitare una chiesa cattolica, moderna ma costruita con uno stile che ricordava quello del tardo medioevo, mentre eravamo seduti in chiesa ad osservare le statue e le arcate, un’anziana signora ha tentato di cacciarci dalla chiesa, secondo lei non potevamo stare li, anche se ancora mi sfugge il motivo perché un cristiano e cittadino romano non debba poter stare in una chiesa cristiana in corea. Per evitare di fare storie ce ne siamo andati.

strada di Jeonju

La strada che porta ad una delle porte della vecchi città è molto suggestiva, solo che non c’è un’anima ed i negozi sono tutti chiusi, sembra una scena di un film apocalittico, anche se basta allungarsi fino al villaggio Hanok per ritrovare la folla di turisti impazziti.

bibite coreane

Il tempo si è fatto improvvisamente minaccioso quindi ci infiliamo in un caffè molto carino e confortevole, nel locale prendiamo un latte freddo alla patata dolce ed un frappé al tè verde, ci adagiamo su un divano coloniale molto comodo ed ampio e restiamo immobili a sorseggiare le bibite comprate.
Il frappé è molto buono ma il latte alla patata dolce è una cosa stranissima, si sente una gusto un pò aspro, ma allo stesso tempo dolce e rinfrescante, qualcosa che non ti aspetti e che risulta comunque piacevole da bere.

distributore di fiori
Passeggiando notiamo un distributore di mazzi di fiori e pupazzi, è specifico per le situazioni galanti, quando non avete tempo di passare da un fioraio, potete velocemente prendere qualcosa di già pronto, ci sono fiori freschi e secchi, ma anche fiori finti. È la prima volta in vita mia che vedo una cosa simile, in un certo senso mi mette tristezza ma capisco che possa essere comodo in una situazione di emergenza.

Se andate verso il City Hall e lo superate, c’è un intero quartiere dedicato all’abbigliamento, dove ogni negozio è una scoperta. I prezzi sono molto differenti da quelli che trovate in Italia e le cose anche di marca riuscite a trovarle a prezzi scontatissimi. Trovate anche delle magnifiche camice di lino a soli 15€. Sembrano tutti dei grandi magazzini che vendono stock di panni in offerta e potete passarci intere giornate, tra negozi di piccole dimensioni e centri commerciali.

menu giapponese

Anche i ristoranti costano veramente poco, per mangiare un pranzo a base di sushi giapponese si spende pochissimo, un set completo per due persone costa circa 15.000 won, neanche 14€.

Da quando sono in corea sto impazzendo per i te ottenuti dagli estratti delle bacche e le radici, adoro quello di bardana, un po’ amarognolo e dissetante o quello di fagioli neri e semi di Cassia Tora, dal gusto più dolce e la consistenza più cremosa, veramente piacevolissimo. Mi mancheranno una volta tornato in Italia, speriamo di poterne fare una scorta da mettere in valigia.

Fino a sera non abbiamo fatto altro che girare per negozi, osservare, comprare e passeggiare, ma poi quando è calata la notte ci siamo messi alla ricerca di una delle cose più comuni qui in Corea del sud, i locali di barbecue coreano, che sono sparsi un pò dovunque nel paese e sono molto apprezzati. Noi ne abbiamo scelto uno a caso senza nemmeno capire cosa cucinassero e siamo entrati.

barbecue coreano

Sapete qual’è l’essenza di un viaggio in un paese straniero, essere entrati in un locale di barbecue coreano dove non capivano una parola di inglese, non si capiva cosa servissero, non riuscivamo a spiegare cosa volevamo ordinare ed essere usciti alla fine senza aver capito cosa abbiamo mangiato.

Da subito ci hanno indicato un tavolino e ci siamo seduti, poi per qualche minuto ci hanno lasciati soli, si percepiva una certa paura ed imbarazzo che comincia a salire anche dentro di noi quando, ci siamo accorti che tutto intorno non c’erano foto di cibo ne scritte in inglese, ma tutto in coreano.
Poi la cosa è peggiorata, i camerieri avevano paura di affrontarci perché nessuno conosceva una parola di inglese, e non capivano nemmeno i segni, noi disperati indicavamo i barbecue delle altre persone, ma tutti restano perplessi ed impauriti. Poi per fortuna il proprietario del locale ha preso coraggio e con dei sorrisi ci ha fatto capire che ci avrebbe servito qualcosa e noi abbiamo annuito, dicendo che andava bene qualsiasi cosa.
È stato difficile perfino ordinare delle ciotole di riso bianco e la birra, tanto che la parola beer per loro riultava assolutamente incomprensibile.
Poi qualcosa è arrivata, dei rotoli di carne molto turgida, dall’aspetto che somigliava lontanamente alla trippa, ci mettevano molto tempo a cuocere e perdere sulla consistenza gommosa, ma poi diventavano croccanti e gustosi, tanto da averne preso una seconda e terza porzione. Per accompagnarli c’erano delle salse piccanti, del kimchi, un pezzo di tofu, delle cipolle stufate e dei sottaceti dolciastri gialli che erano tutte cose a buffet che si potevano prendere infinite volte fino a quando se ne aveva voglia.
Avrebbero potuto presentarci qualsiasi assurdo conto, tanto eravamo stranieri spaesati che non comprendevano niente del posto, delle usanze e della lingua, ma alla fine abbiamo pagato una cifra talmente ridicola che nemmeno la ricordo, però mi resterà per sempre indelebile il ricordo di una serata folle, delle incomprensioni, delle risate e dei sorrisi di persone fantastiche, più il sapore di questi strani rotoli di carne che mai più troveremo altrove.