Capitoli

SUGGERIMENTI


(dove mangiare)

Wirtshaus Bayerischer Löwe
Dr.-Hans-Kapfinger-Straße 3
94032 Passau
Telefon: 0851-958010

Restaurant-Cafe "Am Paulusbogen"
Rindermarkt 2
Telefon: 0851-931060

(dove dormire)

Rotel Inn - DZ - Bagno e doccia in comune - 50€

(cosa vedere)

Duomo di Santo Stefano

Introduzione

La ciclabile del danubio, Passau-Vienna (agosto 2010)
La nostra avventura è cominciata alle 4:20 di mattina, per viaggare con il fresco ed evitare che qualche altro vacanziere abbia deciso come noi di partire a mà settimana.
La prima parte del viaggio è stata piacevole e priva di inconvenienti, il cielo dal nero fitto ha cominciato a diventare grigio, poi l'azzurro del giorno si è insinuato tra le poche nubi dipingendo un soffice risveglio.
Dall'alba in poi, le cose sono cambiate.
Viaggiare in auto non è proprio la stessa cosa che in treno, bisonga essere sempre concentrati ed attenti sulla guida, non si può riposare e difficilmente si riesce a godere del paesaggio che lentamente si trasforma.
Per tutto il viaggio non ho potuto staccare un attimo gli occhi dal contachilometri, per rispettare i limiti che cambiano in continuazione e non incorrere in uno dei centinaia di autovelox pronti a colpire quando uno meno se l'aspetta. Per non parlare dei folli automobilisti che sfrecciano a velocità superiori al muro del suono o di quelli che troppo stanchi si addormentano e cominciano a sbandare, una vera odissea che dopo il confine italiano peggiora.
Ci si sente ancora più a disagio a viaggiare su strade sconosciute...
Per fortuna dopo 11 ore di viaggio, una colazione, una sosta pranzo con panino e qualche stop and go per andare al bagno, abbiamo raggiunto passau.
Passau è una graziosa cittadina bagnata da tre fiumi. E una città ideale per chi ama girare a piedi o in bicicletta ed un pò meno per gli automobilisti che devono rispettare dei limiti di 30km orari nelle zone non pedonali.
E' difficile riuscire a trovare degli affittacamere privati e gli hotel in questo periodo sono tutti pieni e costosi. Così dopo una disperata ricerca prima in auto e poi a piedi, siamo finiti in un economico, si fà per dire, hotel del centro dove per una camera ci hanno chiesto 78€.
Un ristorante sul danubio mi aveva mostrato per 76€ una camera vecchia e sporca in un'abitazione fatiscente, che per fortuna non ho preso.
Dopo aver posato le borse in camera siamo subito corsi in strada a cercare un posto dove mangiare, erano quasi le 20:00 ed attendere oltre ci sarebbe costato un bel digiuno.
Abbiamo scelto per cena un hotel ristorante dall'apparenza lussoso proprio nella stradina principale del centro storico, L' Am Paulusbogen.

I menu erano rigorosamente in tedesco e quello in inglese era incomprensibile ed incompleto. Conciavo già a sentire la stanchezza del viaggio sulle spalle ed ero affamato, mi sarei mangiato un intero bue se me lo avessero servito.
Per la prima ho rimpianto i pittoreschi menu con le foto dei cibi, vedo passare ovunque piatti stracolmi di carni e grossi canederli e non ho la minima idea di cosa abbia ordinato.
La birra che abbiamo preso è buona, ma puntualmente ogni volta che la ordino mi correggono la pronuncia, sembra che lo facciano apposta per farmi dispetto, in ogni posto dove vado si inventano una pronuncia diversa per mandarmi in crisi.
Finalmente arriva il nostro antipasto, non ho scelto male. In una zuppiera immersi nel brodo ci sono due wurstel bianchi di monaco, mentre in un piatto a parte ci sono stati serviti il pane e la senape dolce. I wurstel bianchi sono i miei preferiti e in qualche secondo li facciamo fuori...
Fà davvero freddo in questo terrazza all'aperto sul danubio, il cielo è limpido ed un leggerissimo venticello alza la temperatura quel tanto che basta per farci soffrire, per fortuna il locale mette a disposizione per ogni cliente dei piccoli lenzuoli di pile rosso che non esitiamo ad indossare. Nonostante il bicchiere della birra sia bucato, continuo ad avere un gran freddo, decido di spostarmi la copertina dalle gambe direttamente sulle spalle. Guardandomi intorno mi rendo conto che pochissime persone la stanno usando, soltanto qualche anziana signora e noi due. Gli altri non sanno cosa sia il freddo, oppure stanno facendo i fighi e sopportano in silenzio pur di sfigurare.

Il grosso della cena ci viene servito, il piatto scelto da Simona è una fettona di carne piegata a fagottino e ripiena di prosciutto e formaggio, una crema di peperoni ed un letto di patatine fritte che qui non mancano mai.
A me arriva direttamente un pentolino bollente con quattro spesse fette di maiale arrosto, delle patate al forno, un ciuffo di burro, con il fondo della padella pieno di un sughetto scuro, grasso e saporito. In aggiunta a questi piatti ci sono anche due insalatine, una verde ed una di crauti.
Dopo aver spazzolato tutta quelle meraviglie, avevo ancora fame, ma Simona mi ha ricordato che essendo insulino resistente ed iperteso, forse era il caso di calmarsi, passare dalla dieta ferrea che facciamo a Roma a questa super alimentazione grassa non mi avrebbe fatto bene, avrei dovuto pazientare almeno fino a quando non avremmo cominciato a pedalare.
Il conto non è stato dei più economici ma considerato quello che costa mangiare una pizza a Roma, sembra quasi strano riuscire a prendere un intera cena in un ristorante simile...
Dopo cena su suggerimento di internet, abbiamo saputo di un moderno hotel proprio a ridosso della ciclabile, con piccole camere e colazione inclusa a 50€, non ha i bagni in camera ma data la pulizia ed il rispetto delle persone di queste zone non è un problema condividere un bagno. Subito ci siamo incamminati incamminiamo subito per andare a bloccare una stanza per domani sera.
E' stato un tantino complicato trovare l'albergo, specialmente di sera, perchè bisogna passare sotto un ponte in una zona completamente al buio che quasi mette paura, nemmeno l'insegna con l'indicazione dell'albergo è illuminata ma per fortuna l'abbiamo trovato.

CONTINUA...


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