Il sole ha fatto capolino presto dalla nostra finestra che da su un parcheggio interno di una strada periferica di Londra.
Mi sarei aspettato una giornata di pioggia ma invece il grigiore mattutino si è lentamente diradato per lasciare
spazio ad un sole nemmeno troppo timido.
L'aria che entra dalla finestra è comunque fresca e frizzantina, si percepisce il calore solo se ci si espone ai
raggi diretti del sole.
Indossando qualcosa di comodo che non fosse il pigiama, siamo usciti dalla stanza e facendo il giro del palazzo
siamo andati nella sala ristorante dove servono le colazioni.
Le persone sedute ai tavoli sembrano le stesse dei giorni precedenti, come se non ci fosse mai stato un vero ricambio
di ospiti. Sembra quasi di essere in una realtà parallela in cui tutto resta immutato.
Il programma di oggi è prettamente culturale, dobbiamo sfruttare il termine del London pass e visitare quanti più musei è possibile.
Dato che sono comunque tutti molto grandi, credo che ne riusciremo a vedere un paio, punteremo la mattina sulla
National Gallery ed il pomeriggio andremo al museo di storia naturale.
Affrettando la colazione, il lavaggio corporale e la vestizione ci siamo subito mossi verso la metropolitana.
Non capisco come sia possibile che i camion della spazzatura qui siano così lucenti, di un verde brillante
e pulito e non emanino nessun cattivo odore, deve essere una sorta di magia.
La metropolitana invece è come sempre un po' vecchia e malandata ed emana uno strano odore di olio e ferro.
I corridoi sono pieni di manifesti pubblicitari di musical, dato che questa è forse una delle città più importanti
per questo tipo di intrattenimento teatrale.
Dovremmo trovare il tempo di prenotarne uno ed andare a vederlo, anche se non comprendiamo bene l'inglese, magari qualcosa di
classico come Mamma mia, credo sarebbe di sicuro un'esperienza molto interessante da fare, ci rimarrebbe anche più
impressa di una visita al museo.
Credo che una delle cose che più mi rimarrà impressa di questi giorni a Londra sarà l'annuncio
Mind the gap che passa
di continuo dagli altoparlanti della metropolitana.
Non mi ricordo di aver mai notato una cosa simile nelle altre metropolitane nel mondo, sarà perché la metropolitana è molto vecchia ma
in alcuni punti la banchina è davvero molto lontana dalle carrozze e quindi si rischia di cadere o di restare incastrati.
L'annuncio è cosi insistente e ripetuto ovunque che ho deciso di comprare una maglietta con la scritta,
mind the gap,
in modo da portarmi a casa questo ricordo.
E' una giornata strana, nonostante sia ancora mattina mi sento già stanco, stiamo dormendo poco e girando molto, dalla mattina fino alla
sera quando rientriamo in stanza. Il mio fisico ormai non più giovane comincia a risentire di questo genere di vacanza, dovrò passare
a quelle a bordo piscina con il cocktail in mano.
Non credevo di trovare molta gente in coda per l'accesso alla galleria nazionale, invece è pieno, c'è una fila infinita di persone amanti
della cultura che si frappongo fra noi e l'ingresso. Non sarà una passeggiata nemmeno questa giornata.
Per non fari trovare impreparati e per non vagare una giornata intera nel museo, ho preparato una lista delle opere più importanti
che bisogna assolutamente vedere, tutte il resto le vedremo rapidamente di sfuggita:
Cosa vedere alla National Gallery:
- The Virgin of the Rocks, Leonardo da Vinci - Room 9
- The Burlington House Cartoon, Leonardo da Vinci - attualmente non esposto
- The Arnolfini Portrait, Jan van Eyck - Room 28
- La madonna dei garofani, Raffaello - Room 26
- The Manchester Madonna, Michelangelo - Room 9
- Venus and Mars, Sandro Botticelli - Room 58
- The Baptism of Christ, Piero della Francesca - Room 46
- Bacchus and Ariadne, Tiziano - Room 10
- Samson and Delilah, Pieter Paul Rubens - Room 18
- Self Portrait at the Age of 34, Rembrandt - Room 22
- A Young Woman seated at a Virginal, Johannes Vermeer - Room 37
- The Toilet of Venus (Venus Rokeby), Diego Velázquez - Room 30
- The Supper at Emmaus, Caravaggio - Room 32
- The Fighting Temeraire, Turner - Room 34
- The Basin of San Marco on Ascension Day, Canaletto - Room 33
- The Thames below Westminster, Monet - Room 41
- I Girasoli, Van Gogh - Room 43
- Bather at Asnières, Seurat - Room 43
- The Umbrellas, Renoir - Room 44
- Landscape with Poplars, Cezanne - Room 44

Sono moltissime le cose interessanti che abbiamo visitato, ma quelle che mi hanno più colpito sono questo magnifico schizzo di
Leonardo Da Vinci, chiamato
The Burlington House Cartoon ed esposto in una stanza buia, in modo da non farlo rovinare dalla luce.
Tutte le opere degli artisti italiani che qui si sprecano e che non potrete mai vedere in Italia. Ci sono molte opere di Tiziano, Raffaello, Michelangelo e molti alti artisti del rinascimento italiano che se volete vedere, si trovano qui alla galleria nazionale.
Ho visto più opere di Rembrandt qui che ad Amsterdam, nemmeno nella sua casa che ora è diventata un museo ci sono tanti sui .
Questo museo è un immensa collezione di quadri italiani, di cui molte opere caravaggesche, ci sono artisti di tutta la sua scuola e che imitano il suo stile inconfondibile.
Nemmeno a Napoli ed in Italia ne ho visto così tanti, dovreste venire qui almeno una volta nella vita se amate il suo stile pittorico.
Siamo usciti dal museo ad ora di pranzo inoltrata, stanchi ed affamati, ma prima di allungarci fino al
The breakfast club per assaggiare le famose
uova alla Benedict siamo tornati nel mega negozio della mmen’s per prendere 20€ di schifezze colorate per i nipoti che ci avevano fatto l'ordinazione differenziata per colori specifici che in Italia non si trovano.
Non avevamo ancora provato questo piatto tipico londinese e non possiamo farcelo scappare, domani dobbiamo andare via, quindi oggi è la giornata giusta per provare sia le uova che il filetto alla Wellington.
Le uova non sono male, hanno il tuorlo fondente e sono poggiate su un letto di bacon molto croccante a sua volta adagiato sulla parte inferiore di un bun da hamburger.
Sopra c'è un leggero accenno di formaggio fuso che copre la parte superiore delle uova. Il problema è stato che due uova, un animo tea inglese senza
alcun gusto ed un caffè singolo, ci sono costati l'equivalente di 35€. Non che non fossero buone, ma decisamente troppo costose e poco sazianti.
Dopo il misero pranzetto sono stato costretto a fare un salto alla Chinatown di Soho per rimediare un bao ripieno di carne di maiale.
E' vero che all'apparenza pare che nessuno accetti le carte di credito, ma insistendo un pochino e lasciando che storcano il naso per un po', alla fine anche i cinesi fanno spuntare magicamente il pos per pagare con le carte.
D'altronde è il metodo di pagamento più diffuso qui a londra e se non le accettassero avrebbero una clientela molto limitata, non ricordo di aver maneggiato moneta in tutto il viaggio.
Il bao è stato decisamente più interessante delle uova, mi ha quasi ricordato i
nikuman mangiati in giappone per quanto era saporito, ma la giornata è ancora lunga ed abbiamo tempo per andare a fare un giro prima di cena.
Nel pomeriggio abbiamo fatto un salto veloce al museo di scienze naturali, per vedere le ossa dei dinosauri, gli animali impagliati e quelli meccatronici animati. Sembrava una gita scolastica per la quantità di bambini presenti, ma è stato comunque un pomeriggio interessante e divertente.
Dopo il museo in attesa che si facesse ora di cena siamo andati a fare un salto alla stazione di
King Cross, Simona voleva vedere il
binario 9 e 3/4 e volevamo farci un idea di quanto fosse grande la stazione e dove dovessimo prendere il treno per Edimburgo la mattina seguente.
La nostra ultima cena a Londra doveva per forza essere speciale e quindi nonostante sapessimo che ci sarebbe costata molto, abbiamo cercato online tutti i posti
che preparano il Filetto alla Wellington e ne abbiamo trovato uno un pochino in periferia dove abbiamo prenotato la cena.
Il pub che abbiamo prenotato si chiama
The Hemingway e non è stato facile da raggiungere. Per cominciare abbiamo preso la metropolitana fino ad
old street station, li abbiamo atteso il bus rosso 55
Ultima sera a Londra ultima cena costosa, ci aspettano al the Hemingway dove ho dovuto prenotare. Per arrivarci abbiamo preso la line a Northern della metropolitana fino ad
Old Street.
Da li a piedi abbiamo raggiunto la palina F della old street station dove abbiamo prese il bus rosso 55. Dopo nove fermate, per circa 20 minuti di tragitto, siamo scesi nella zona periferica di Victoria Park Road, dove abbiamo camminato per almeno un quarto d'ora fino a raggiungere il pub.
È davvero comodo il fatto che non esistano biglietti di carta e che si paghi tutto con le carte di credito, almeno non bisogna perdere tempo a comprare biglietti dalle rivendite autorizzate e si può salire su qualsiasi mezzo di trasporto senza problemi.
La zona di Victoria Road è davvero molto tranquilla, una periferia lontana dalla linea metropolitana davvero molto silenziosa. Non esistono palazzi alti ma solo villette familiari con tanto di giardino e molti si spostano in bicicletta per poi lasciarla parcheggiata direttamente in stazione.
Sembra lontana anni luce dalla confusione apocalittica che si respira in centro, qui sembra quasi che il tempo scorra più lentamente e che ci sia la possibilità di fermarsi un attimo a respirare e riflettere, invece di correre verso la prossima meta.
Conoscendola meglio forse ci si lamenterebbe della mancanza di servizi o di un cinema, ma è pur sempre una periferia di Londra e ci vuole veramente poco a spostarsi verso il caos cittadino.
Il pub The Hemingway è molto affascinante e frequentato, d'altronde non ne ho visto molti altri in zona, sembra un connubio perfetto tra eleganza e rusticità, con le poltrone in pelle ed i banconi in legno massello, con il camino decorato da moderne sculture luminose ed il vecchio bancone da pub inglese sul fondo della sala.
Un posto che ha più di una sola anima e che strizza l'occhio a più categorie di persone.
All'interno non ci sono tanti clienti, molte persone se ne stanno a bere sui tavolini esterni al locale. Noi invece ci siamo accomodati su uno dei tavoli lunghi di legno all'interno ed abbiamo ordinato.
L'ordinazione non è proprio come la intendiamo noi in Italia, non arriva il cameriere al tavolo a prenderla, ma bisogna andare al bancone e dire tutto quello che si vuole mangiare, aspettare che preparino le birre e portersele da soli al tavolo.
Il cibo invece lo portano direttamente loro. Oltre al filetto alla Wellington abbiamo preso una mega insalata con salmone per paura di non riuscire a saziarci.
Questo filetto è stata per fortuna la degna conclusione della nostra settimana a Londra. Una chiusura in bellezza, un bel ricordo soprattutto culinario da portarsi dietro negli anni.
Per tutti quelli che dicono che a Londra non sanno cucinare e si mangia male, questa è la prova che impegnandosi a cercare, si trovano molte cose interessanti che vale la pena di provare.
Riflettendoci non è neanche costato carissimo, visto che un insalata di salmone, il filetto per due persone e due pinte di birra, sono costate 65 sterline, al cambio 81€.
Tornati in centro abbiamo pensato di fare un salto a Camden, ma non è stata proprio una passeggiata piacevole. Tutti i negozi ed i ristoranti che di giorno sono pieni di turisti, ora appaiono serrati e silenziosi.
Le strade però non sono del tutto vuote, pullulano di strani individui, alcuni ubriachi, altri che fumano marijuana, ragazze che vanno in giro mezze nude ed agglomerati di centinaia di persone
che ballano attaccato gli uni agli altri al centro della strada, come se fossero un'unica massa di corpi sudati immersi in una nuvola di fumo ed alcol.
Non so se sia anche così pericoloso come può sembrare, dato che si incontrano anche gruppi di ragazze che girano da sole, ma non ci ha fatto una buona impressione.
Eravamo venuti per rimediare qualche altro souvenir, ma abbiamo deciso di ripiegare velocemente verso il nostro B&B per preparare le valige per la partenza verso la Scozia