Capitoli

SUGGERIMENTI


(dove mangiare)

Zwˆlf-Apostelkeller
Vindobona Betriebsf¸hrung Ges.m.b.H.
Sonnenfelsgasse 3
1010 Vienna

Geˆffnet t‰glich von 11.00 bis 24.00
Telefon +43-1-512 67 77
Fax +43-1-513 41 284
office@zwoelf-apostelkeller.at

(dove dormire)

Hotel Mate Dependance
Bergsteiggasse, 22 - Viena
Tel. +43140466100
Email: reservations@eurostarsvienna.com
60Ä dopplezimmer con bagno in camera e abbondante colazione

(cosa vedere)

...

Vienna quarto giorno

La ciclabile del danubio, Passau-Vienna (agosto 2010)
La giornata di oggi è sembrata stranamente corta, è volata via senza darci il tempo di organizzare un qualsiasi giro turistico.
Verso le 11 eravamo all'ingresso del Belvedere superiore, l'enorme depandance di rappresentanza del principe Eugenio Di Savoia che per ben due volte caccio i Turchi dal centro Asburgico guadagnandosi una fama ed potere tale da essere paragonato all'imperatore.
Proprio con la costruzione del Belvedere inferiore, dei giardini ed in seguito del Belvedere superiore il principe dei Savoia ha voluto dimostrare la sua grandezza sfidando i palazzi imperiali Viennesi.
Dopo aver dovuto litigare per ottenere le audioguide che erano finite ed essere stati rispediti all'ingresso per posare gli zaini siamo riusciti ad entrare nel Belvedere.
Nonostante l'imponenza della struttura architettonica e della sala di marmo e la bellissima collezione medievale destino un certo fascino ed interesse, la parte che più ci ha colpito del Belvedere superiore è quella dedicata ai capolavori del barocco.
Si viene rapiti da opere di Monet, Renuar, Flaubert, da uno splendido Van Gogh per poi perdersi nei capolavori di Klimt. Come era possibile immaginare l'opera di Klimt che più di tutte viene valorizzata è il bacio, dotata di una particolare installazione che la incornicia ad opera massima dell'autore. In effetti un magnifico capolavoro che tuttavia, secondo il mio modesto parere, non è il migliore dell'autore.
La parte della mostra che ancora una volta, più di tutte, mi ha stupito ed incantato, che mi ha lasciato dentro un'angoscia, uno stupore ed una profonda ammirazione, la parte che si è insinuata profondamente nel mio io e che non potrÚ più dimenticare è stata quella dedicata ad Egon Schiele.
C'è qualcosa nei suoi quadri di cosÏ toccante e profondo che esula dalla bellezza estetica delle forme e dalla perfezione.
C'è dipinta l'anima ombrosa e spesso disperata dell'autore, completamente messa a nudo nelle opere in cui ritrae se stesso.
Quasi mi viene da piangere se resto per troppo tempo ad osservare un suo quadro, se lentamente lascio che quel dolore mi entri dentro, quel vuoto cosÏ grande e quel senso di inadeguatezza si impossessino di me rendendomi parte di quel momento in cui è stato dipinto. Come se fossi io stesso l'autore in quel preciso istante in cui posava il pennello sulla tela.
Osservando quelle magnifiche opere ho avuto la sensazione come se il tempo si fosse dilatato e ci fossimo persi in una dimensione parallela alla vita reale.
Quando mi sono ridestato da quel sogno erano passate più di quattro ore ed avevamo una gran fame. Abbiamo dato uno sguardo veloce alle opere degli artisti minori del romanticismo e siamo usciti in cerca di qualcosa da mangiare.

Nel mio stomaco si era aperta una voragine ed ora ne capivo il motivo, erano quasi le 16 e da colazione non immettevo più carburante nell'organismo. Dovevamo anche comprare i biglietti del treno per tornare a Passau dove ci aspettava la nostra auto. Improvvisamente il sole pieno del mattino era sparito, pioveva e faceva freddo, per forza di cose siamo stati obbligati a fare un salto in albergo ad indossare qualcosa di più adeguato.
Nella stazione della metropolitana vicina al nostro albergo, dal bancone della pasticceria, i miei dolci austriaci preferiti mi guardavano desiderosi di essere mangiati. Sono stato costretto a comprare e mangiare qualcuna di quelle palle di pasta dolce ricoperte di zucchero con un cuore di marmellata di prugne o albicocche.
Il rientro in albergo per cambiarci d'abito ci aveva portato nell'orario di coprifuoco per visite museali e culturali, non restava che dedicarsi alla serata e la cena.

La nostra guida suggeriva una zona periferica di Vienna dove i locali servono il vino nuovo, fanno una cucina casareccia ed intrattengono l'ospite con musiche folkloristiche. Sembrava la descrizione delle antiche fraschette romane.
Affascinati dal racconto della guida abbiamo cercato per un ora sulla mappa la localit‡ e quando finalmente Simona l'ha individuata, il nuovissimo tram 38 ci ha portati dritti al centro di Grinzing.
Di Heurigen, cosÏ vengono chiamati questi localini tipici ce ne sono tantissimi qui a Grinzing, tanto che non avevamo idea di quale scegliere. Ne abbiamo scelto uno dei più affollati e ci siamo seduti ad uno dei grandi tavolacci di legno.
Non c'era la musica dal vivo e i piatti costavano molto di più di quelli di un qualsiasi ristorante di Vienna.
Il vino era discreto ma il cibo veramente scadente, sembra essere finiti in uno di quei posti dove i turisti si lasciano spennare allegramente mangiando pessimo cibo e pagando cifre insensate.
Altro che tradizione e folklore, qui si respirava aria di aver preso una gran fregatura. Dopo aver pagato un conto salato ed essere scappati via siamo andati in giro per capire se c'erano degli Heurigen migliori di quello in cui avevamo mangiato noi.
Ce n'era uno proprio carino che abbiamo fotografato, sembrava essere preso di mira dalla gente ma i prezzi erano praticamente gli stessi.
La serata è terminata con un giro in centro, Vienna è talmente affascinante la sera, quando gli edifici illuminati diventano ancora più imponenti ed affascinanti.
Nei pressi di Schwedenplatz abbiamo preso delle coppe gelato talmente grandi che ancora mi chiedo come siamo riusciti a mangiarle.

CONTINUA...


Ultime riflessioni
Ultimi racconti
Ultimi diari di viaggio