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SUGGERIMENTI


(dove mangiare)

Giovanni
Italienische & Griechische Spezialitaten
Regensburgerstr. 19, A-3380 Pochlarn
Tel. 02757/2223
p-giovanni@hotmail.com
www.giovanni-pochlarn.at

(dove dormire)

Haus Barbara
A-3380 Pochlarn - Wiener Strasse 4
Tel. 02757/2321
DZ 56Ä con colazione

(cosa vedere)

TEAtro comunale storico di grein
Tourismusverband Grein, 4360 Grein, Stadtplatz 7,
Tel./Fax 07268/7055,
www.oberoesterreich.at/grein,
e-mail: info.grein@oberoesterreich.at


Bicycle Museum (Museo della bici)
Herrengasse 12,A-3370 Ybbs an der Donau
Phone: +43 (0) 7412 526 12
E-mail Bicycle Museum
Bicycle Museum Web site

Da Grein a Pochlarn

La ciclabile del danubio, Passau-Vienna (agosto 2010)
E' una nuova magnifica giornata di sole qui a Grein sulla ciclabile del Danubio in Austria, la speranza e che sia una giornata meno faticosa di quella precedente, con ritmi di pedalata più lenti e meno inconvenienti per la notte.

Se non fosse stato per questa signora di buon cuore e le sue amiche, per le decine di telefonate e l'ospitalità che gli austriaci hanno saputo dimostrarci chissà dove avremmo passato la notte. Ci sarebbe toccata una panchina in riva al Danubio dove ci saremmo semi-assiderati per il freddo e l'umidità.

Invece siamo qui in una casa tipica austriaca pronti ad una nuova avventura.
La colazione dei campioni
La signora al nostro risveglio ci ha fatto trovare nella piccola saletta della colazione, la tavola imbandita e noi per non arrecarle alcun dispiacere, come un invasione delle cavallette abbiamo ripulito ogni cosa, dalle marmellate fatte in casa ai panini con salumi, il miele la cioccolata, l'uovo il latte, qualsiasi cosa c'era sulla tavola.

Con lo stomaco pieno e tanta buona volontà abbiamo pagato la signora che ci ha chiesto veramente una sciocchezza rispetto agli altri, soltanto 40Ä in due, siamo ripartiti. Ne avremmo approfittato per visitare la piccola cittadina di Grein prima di rimetterci in viaggio.

Oggi proveremo anche noi a prenotare in anticipo una camera per la serata, sfruttando uno dei punti di informazione turistica, su questa ciclabile è più difficile trovare alloggio rispetto a quella dei tauri, perchè c'è più gente e molti prenotano in anticipo occupando tutti gli alloggi disponibili.

Grein è davvero deliziosa, una minuscola cittadina a ridosso del Danubio, in una piega del fiume tra verdi boschi ed incantevoli montagne, si sviluppa tutta su un dislivello verso la montagna e ricorda i paesini delle fiabe con i suoi edifici colorati che lasciano davvero impressionato l'osservatore.
Non c'è molto da visitare qui a Grein, non ci sono monumenti di interesse culturale e storico tranne un piccolissimo teatro che merita di sicuro una visita. Il costo del biglietto è irrisorio e la visita dura poco, qualcosa di più di una mezz'ora.
Teatro storico di Grein
Il teatro è tutto costruito in legno e si conserva ancora intatto dal 1791, credo lo utilizzino ancora per delle rappresentazioni storiche. Il palco e la platea sono minuscoli e di sicuro non hanno bisogno di amplificazione per farsi ascoltare da qualsiasi spettatore presente in sala.
Nella platea c'è un bagno senza porta, separato solo da una tenda rossa che di sicuro avrà infastidito molti spettatori negli anni ma la particolarità di questo teatro è un buco che permetteva ai detenuti della prigione adiacente di guardare gli spettacoli. I detenuti oltre a gustarsi lo spettacolo ricevevano del cibo dagli spettatori in cambio di un comportamento adeguato ad un teatro che non disturbasse la rappresentazione.

Su Grein giganteggia l'importante roccaforte di Greinburg. Il più antico castello abitativo dell'Austria costruito tra il 1500 e il 1700 che non siamo riusciti a visitare per problemi di tempo ed obblighi di prenotazione. Pare che al suo interno ci sia anche un bel museo sulla navigazione del danubio ed i suoi traffici commerciali, cosa che ci ricorderemo di visitare in un prossimo viaggio a Grein.

Siamo partiti di buon ora da Grein, con il sole non ancora alto nel cielo che ha riscaldato la nostra pedalata mattutina.
La mattinata è passata limpida con il suo cielo azzurro e la costante compagnia del bosco che non ha mai abbandonato la nostra ciclabile. Un tratto di silenzio e natura dove ci siamo dimenticati di avere una meta, un percoso ed un viaggio da portare a termine.
Non ricordo di avere notato niente di diverso tra il fiume e le sue acque lente, l'asfalto della ciclabile, il calore del sole e lo scorrere silenzioso delle nostre ruote in quella valle immersa nella natura. Dove erano finite le auto e la confusione della città, dove era tutta l'altra gente, c'eravamo solo noi ed il fiume in un luogo imprecisato lontano dal mondo dove la vita non ha fretta.
Quando ormai cominciavamo a sentirci stanchi ed affamati ci siamo ritrovati alle porte di Ybbs.
Prima di entrare in città, abbiamo notato un enorme forno e ci siamo fermati per fare la scorta alimentare per pranzo. Peccato esserci accorti subito dopo della presenza di un ristorante che cucinava il pesce arrostito sullo stecco. E' da quando siamo partiti che cerco di mangiare un pesce arrostito sullo stecco per un motivo o l'altro ancora non ci sono riuscito. Forse c'è un motivo astrale a me sconosciuto che mi impedisce di mangiare un pesce sullo stecco visto che riesco a trovarlo quasi sempre dopo aver finito di mangiare oppure in orari improponibili come la mattina presto o verso le dieci del mattino quando non mi và di prenderlo. Ho deciso che la mia missione di questa vacanza sarà quella di riuscire a mangiare almeno uno di questi pesci arrostiti sullo stecco.
Proprio all'inizio della cittadina un magnifico prato curato, con le panchine costeggiava la ciclabile e la riva destra del danubio, molti ragazzi vi sostavano per prendere il sole o pranzare. Era perfetto per il nostro pranzo, cosÏ ci siamo messi in cerca di una panchina libera sotto un bell'albero dove sostare.
Con tutta la calma del mondo abbiamo consumato i nostri panini, le salsiccette dalla sezione quadrata tipiche dell'austria che adoriamo, le polpette di carne ed i panini al sesamo (qui li chiamano semmel) con il formaggio aromatico fuso che ogni volta scegliamo ad un gusto diverso. Non ci siamo fatti mancare la mini boccettina di amaro finale e per poco non siamo finiti addormentati sul prato. Si respirava una calda primavera più che un estate, la temperatura ideale per addormentarsi lasciandosi cullare dalla leggera brezza ce pettina il prato e si insinua tra i peli sulla pelle calda.
Era tutto troppo perfetto per trovare il coraggio di rimettersi in sella e pedalare ancora, ma il viaggio richiedeva che schiodassimo il nostro sedere dall'erba e cosÏ ci siamo rimessi in movimento.
Ybbs an der Donau è una piccola città, ex fortezza romana e medievale che preserva ancora importanti resti di mura. Ovviamente questi resti ci sono sfuggiti e l'unica cosa che ci ha colpito è stata la piccola e graziosa piazza. Non siamo riusciti a capire quale possa essere il famoso centro restaurato tanto decantato dalla nostra guida e la chiesa con le statue dorate non è niente di cosÏ eccezionale da meritare una visita.
Una cosa che merita una visita di mezz'ora è il piccolo museo della bici dove è possibile osservare modelli di bici provenienti da varie epoche storiche.
Prima di andare via da Ybbs su insistente pressione di Simona abbiamo deciso di fermarci al punto informazioni e prenotare un posto per la notte alla successiva cittadina di Pochlarn che avevamo già deciso come tappa per la notte.
Siamo andati via da Ybbs pedalando senza fretta, con la consapevolezza di un posto che ci aspettava per la notte, senza la pressione psicologica di dover cercare poi in loco una sistemazione che sarebbe potuta non esserci.
Pochlarn è un buco di cittadina con una centinaio di metri di strada chiamata centro storico ed una chiesa veramente brutta. Per cena abbiamo adocchiato un ristorante cinese con menù a buffet ma quando ci siamo presentati il buffet non c'era ed il fatto che fosse sporco ci ha spinto ad alzare i tacchi e cercare un'altra soluzione.
Ci siamo allora infilati nel pub johnny, il proprietario non capiva una parola di inglese ed italiano e voleva darci da mangiare dei toast, cosa inaccettabile per noi dopo un intera giornata di pedalata, cosÏ gentilmente abbiamo ringraziato, salutato e siamo andati via.
Era tardi, le 20:30 circa, che da queste parti vuol dire un'estrema difficolta nel trovare una cucina ancora aperta, cosÏ l'unico posto che ancora cucinava è stata la nostra scelta obbligata.
Siamo entrati da Giovanni, cucina italiana e greca. Il locale più che di un ristorante aveva l'aspetto di un enorme pub, con molteplici sale giganti semi deserte e dei tavolacci in legno, sembrava di stare in un classico pub bavarese.
Giovanni non c'era e nemmeno il menù italiano ma per fortuna c'era un'enorme grigiata mista di carne che abbiamo subito ordinato senza nemmeno dover consultare troppo il dizionario per la comprensione del menù tedesco.
Come contorno abbiamo anche deciso di approfittare di uno dei piatti più famosi della cucina greca, una mega fettona di moussaka davvero squisita e due grandi e bionde birre gelate.
Dopo cena eravamo tanto stanchi che non restava altro da fare che ritrovare la via del cuscino...

CONTINUA...


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