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La vita è un gioco - Riflessione del 08/05/2001

Ultimamente mi sento davvero depresso ed annoiato, questo vivere sempre la solita vita, la solita routine mi ammazzerà di sicuro, non posso più andare avanti, ho bisogno di nuovi stimoli, ho bisogno di una mano.
Ormai vedo la vita come un piccolo lago riparato dal vento e coperto dal sole, c'è una calma e monotonia sconvolgente, e un freddo che mi pervade l'anima, ho paura, tutto quello in cui credevo, si sta dimostrando pian piano uníillusione.
L'amicizia comincia ad essere per me un concetto difficile, forse non esiste come credevo uníamicizia disinteressata, forse hanno ragione gli altri, le persone stanno bene con te fino a quando hanno qualcosa da guadagnarci o forse non si incontrano mai le persone giuste chi sa.
L'amore, che strana parola questa qui, non fa altro che farci soffrire che renderci deboli, annulla la nostra capacità di ragionamento, ma esiste davvero o è una stupida invenzione?
Molto spesso mi chiedo se esista davvero qualcuno in grado di amare davvero, io non so se sono capace più di farlo o qualcuno che mi abbia mai amato.
Sono arrivato persino a riconsiderare il mio concetto di vita, ho finalmente capito il perchè, la nostra vita non è altro che un magnifico e spettacolare gioco, un gioco molto difficile in cui ognuno di noi è un concorrente, stiamo tutti giocando la stessa partita, in palio perÚ non cíè niente, non si vince niente e non si raggiunge nessuno scopo, ma in ogni caso si deve andare avanti e continuare a giocare.
Il gioco è interessante fino a quando si mantiene innovativo, ma raggiunti certi livelli di stasi, diventa addirittura insostenibile, e sono proprio questi momenti che dovrebbero spingerci ad un cambiamento radicale.
E' il momento di passare al livello successivo, di cambiare quadro, lasciare il proprio paese e partire per un nuovo mondo tutto da scoprire, lasciare tutte le proprie certezze, gli affetti e quello che si è imparato finora e ricominciare a giocare.
Pensateci, essere ad un certo punto della vita in un paese diverso, senza un lavoro, senza amici, senza l'appoggio della famiglia, senza un lavoro che vi possa mantenere e senza conoscere la lingua.
E' una nuova sfida, una serie interminabile di stimoli che ci rendono vivi e che riaprono la nostra partita chiusa dal momento in cui tutto ci è sembrato monotono, uguale.
Ci toccherebbe imparare la lingua e lavorare sodo per mantenerci, conoscere nuova gente ed imparare la loro cultura la loro storia, per poterci tessere nella complicata trama di questa nuova vita sociale, raggiungere uno stato stabile, con un buon lavoro e dei buoni amici, una vita tutta nuova da vivere fino a quando non ritornerà tutto come prima, fino a quando ogni mattino non ci sembrerà uguale a quello precedente, fino a quando riusciremo ad imparare qualcosa di nuovo.
E dopo? Dopo c'è bisogno di un nuovo livello, di ricominciare da un altro luogo, un altro punto del gioco, altrimenti se la partita finisce siamo anche noi a finire.
Invece per adesso sono qui fermo alla fine di questo livello, ed è tutto maledettamente uguale, la mattina mi alzo sempre alla stessa ora per andare a lavoro, sempre nello stesso posto, sempre la stessa gente, sempre la stessa noia, poi torno a casa per quel rapido pranzo pomeridiano e subito di nuovo a lavoro, finisco la sera alle 7:00 e trovo a malapena il tempo di sedermi sul divano a pensare che è già ora di cena.
Dopo cena c'è poco da fare, andare al cinema con gli amici, o fare quattro chiacchiere, e poi si va a dormire.
L'unica cosa più attesa è il week-end, questa strana e complicata vacanza di fine settimana, tanto attesa e tanto odiata, due giorni di festa dal lavoro in cui uno si ripromette di fare qualcosa di divertente di diverso dal solito, ma alla fine è sempre lo stesso, quello stesso pub, quella stessa discoteca, quella stessa gente, tutto maledettamente simile, e tutto maledettamente noioso.
Ora vorrei chiedervi per favore di non prendere alla lettera tutto quello che sto dicendo, anzi non prendetelo affatto in considerazione, sono solo uno stupido che si crede a volte di poter insegnare qualcosa, ma se non ho capito niente neanche io, cosa mai potrei insegnare, la vita è dura, ma voi affrontatela a modo vostro, non accettate i consigli di nessuno, la miglior guida siete voi stessi e se commettete degli errori non ve la prendete, sbagliamo tutti in continuazione.
MARIO APREA

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