In termini di rappresentanza parlamentare, i due principali partiti politici in Giappone all'inizio del 1990
erano il Partito liberal-democratico o Jiminto (PLD) e il Partito socialista giapponese, dal 1991 diventato
Partito socialista democratico.
Nelle elezioni del giugno 1993 il PLD, al governo ininterrottamente dal
dopoguerra in poi, ha tuttavia perso la maggioranza parlamentare aprendo la strada a un governo presieduto
da Hosokawa Morihiro, capo del Nuovo partito del Giappone (NJP), e sostenuto da una maggioranza che
comprendeva, oltre al Partito del rinnovamento giapponese (guidato da Ozawa Ichiro) e ad altri partiti,
anche i socialisti. Nel 1994 la guida del governo (di minoranza) č passata a un esponente socialista,
Murayama Tomiichi, appoggiato dal PLD.
Alle elezioni locali del 1995 gli elettori hanno tuttavia sconfessato
i partiti tradizionali privilegiando, soprattutto nelle grandi cittā come Tokyo e Osaka, candidati indipendenti.
Le ultime elezioni generali, a testimonianza del forte malcontento popolare, hanno visto una forte affermazione
del Partito comunista attestato su posizioni ortodosse secondo i canoni del comunismo sovietico degli anni Cinquanta;
il PLD č rimasto comunque il primo partito ed č attualmente alla guida del paese.
Tratto da: Enciclopedia Microsoft Encarta 99