I Manga e la tradizione popolare.

Dopo la Seconda Guerra
Mondiale, grazie allo scrittore-illustratore Osamu Tezuka, i
"manga" (storie illustrate a fumetti) ebbero un'enorme
fortuna in Giappone. All'inizio, i principali lettori dei manga
erano coloro che erano nati tra il 1946 e il 1949, durante il
cosiddetto "baby boom" (boom delle nascite), ma con il
passare degli anni, quando questa fascia di lettori diventò
adulta, cominciarono ad essere pubblicati molti altri tipi di
manga. Dopo gli anni '60, il pubblico dei lettori si allargò
andando ad includere oltre ai giovanissimi anche coloro che
avevano trenta e quaranta anni. Nel 1996, i manga rappresentavano
il 22% delle vendite e il 38.5% di tutti i libri e le riviste
venduti in Giappone, e, influenzavano in vario modo l'arte e la
cultura. Alcuni manga sono stati ideati per i bambini che
cominciano a imparare a leggere, altri si rivolgono a ragazzi e
ragazze più grandi, e, in generale, a tutti. Ci sono i
cosiddetti "manga comici" che sono specializzati in
barzellette o situazioni comiche, e, i manga detti sperimentali
poichè si basano su espressioni innovative. Alcuni non hanno
come soggetto la narrativa ma informazioni di diverso genere sia
di immediato uso pratico che storico o di tipo documentaristico.
La pubblicazione, nel 1959, di due riviste settimanali manga per
bambini, ossia "Shonen Magazine" e "Shonen
Sunday" a consolidare l'attuale tipo di cultura dei manga.
Entrambe le riviste godono ancora di grande successo. Uscita
negli anni '80, un'altra rivista manga, Shonen Jump, è stata per
molti anni il fulcro della cultura manga, con una tiratura
settimanale di più di sei milioni di copie e un sistema di
commercio affiliato per l'animazione e i video giochi. Le vendite
di quest'ultima rivista subirono un calo nel '95, e, nell'estate
del '97, "Shonen Magazine" arrivò al primo posto per
quanto riguarda la tiratura e le vendite. Anche il genere dei
manga per le ragazze cominciò ad essere popolare. Le autrici di
manga nate negli anni '60 e quelle appartenenti alla generazione
del "baby boom" (1946-1949), comiciarono a dar prova
del loro talento negli anni '70. Gradualmente, ampliarono il
contesto della produzione dei manga. Sottili rappresentazioni
psicologiche vennero riprodotte attraverso speciali tipi di
tecniche illustrative come non si erano mai viste nei manga per
ragazzi. Negli ultimi anni, le esportazioni dei manga giapponesi
in Europa, in America e in altri paesi asiatici sono notevomente
aumentate. A Taiwan, a Hong Kong e nella Corea del Sud, paesi che
erano famosi per le edizioni pirata, attualmente, moltissimi
manga, tra i più popolari e recenti, vengono tradotti e
pubblicati con regolari licenze rilasciate dai grossi gruppi
editoriali giapponesi. In Europa e in America, traduzioni di
alcuni manga come Akira (di Katsuhiro Otomo), Nausicaa della
Valle del Vento (di Hayao Miyazaki) e Dragon Ball\ (di Akira
Toriyama) hanno avuto un grandissimo successo e un numero
sorprendente di lettori ha perfino acquistato i nuovi \ manga
importati dal Giappone in lingua originale. Negli Stati Uniti, si
sono tenute conferenze aventi come tema i manga e l'animazione
giapponesi e la parola manga è diventata una parola familiare in
molte parti del mondo.