Il comportamento a tavola
- Itadakimasu
- Rappresenta il nostro "buon appettito" e viene detto prima di cominciare a mangiare
- Kanpai
- E' uguale a "cin cin", cercate di non usare mai l'espressione "cin cin" che ha tutto un altro significato...
- Gochisosama
- Viene detto di solito alla fine del pasto e significa "il pasto era delizioso e nutriente"
- Bacchette
- Sono le posate naturali per i giapponesi, vengono utilizzate quasi per tutti i cibi
e quando non le si sta usando, bisogna appoggiarle sull'apposito sostegno o alla ciotola più bassa.
Le bacchette non si devono mai infilare nel riso e non si deve passare cibo da un bacchetta all'altra, poichè sono usanze solite dei funerali.
E' maleducazione usarle per indicare qualcuno o qualcosa. Per servirsi da piatti di portata vanno usate dal lato opposto a quello
che abbiamo portato alla bocca.
- Portate
- Non esiste un ordine particolare per servire le portate a tavola,
di solito viene servito tutto contemporaneamente, e si può scegliere di
mangiare le pietanze in un qualsiasi ordine, o addirittura contemporaneamente.
- Zuppe
- Le zuppe si bevono dalle ciotole direttamente mentre tutti gli ingredienti
solidi al loro interno, vanno presi con le bacchette.
- I Noodles
- Per mangiarli non si deve avere vergogna. Vanno essere gustati
bollenti direttamente dal brodo e devono essere succhiati rapidamente
aspirando anche l'aria che li raffredderà. Per fare ciò, si emetterà un
forte rumore nel mangiarli, lo stesso rumore che va emesso quando si beve
il brodo dalla ciotola.
Il rumore non è sgradevole per i giapponesi, ma molto gradito perchè significa
che la pietanza che stiamo mangiando è buona.
- La Ciotola
- La ciotola può essere portata per comodita all'atezza del petto, molto
vicino alla bocca, senza per questo sembrare maleducati.
- La posizione
- Guardate l'immagine per capire come ci si deve sedere a tavola,
secondo la tradizione Giapponese. Ad ogni numero corrisponde un posto a
sedere la persona che seduta al posto 1 rappresenta la più importante tra i commensali.
