Curiosità
Le scale mobili
In Giappone vedrete le persone sulle scale mobili che stanno tutti da un lato in modo da passare tutte quelle
persone che vanno di fretta. Non esiste una posizione prefissata per chi non va
di fretta, semplicemente basta guardare l'allineamento delle altre persone sulla
scala.
Treni o metropolitane
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Per prendere il treno o la metropolitana , ci si deve mettere in fila dietro le altre persone in attesa,
che saranno perfettamente allineate in fila per due e lasceranno prima scendere
i passeggeri per poi salire.
Un oshiya, "butta-dentro" delle ferrovie nazionali, risolve un problema giapponese
di etichetta: il passeggero è determinato a entrare per raggiungere in orario il
posto di lavoro, ma le porte della vettura non si chiudono finchè non è entrato
o non è uscito. Gli altri passeggeri sono troppo educati per interferire, così,
con perfetti guanti bianchi, lo si aiuta a decidersi.
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Sicuramente vi capiterà di vedere persone addormentate sui sedili. Questo perchè in giappone si
lavora molto e i lavoratori devono spesso viaggiare a lungo quindi approfittano
dei tempi di trasporto per riposare e guadagnare energie. Ma la cosa strana è che si svegliano esattamente nel momento
in cui il treno arriva alla stazione dove devono
scendere.
La criminalità per la
strada è quasi nulla tanto che vedrete spesso bambini delle elementari prendere
la metropolitano da soli per andare e tornare da scuola.
Le strade
Nelle vie molto
affollate, capiterà di vedere ragazzi che distribuiscono dei pacchetti di
fazzoletti che contengono delle pubblicità. Questo è un modo simpatico e utile
per fare pubblicità, offrendo un servizio gratuito ai
passanti.
Come noto i fumetti
(manga) sono molto famosi in Giappone, ma la cosa che sorprende di più è vedere
seriosi uomini d'affare con in mano coloratissimi giornalini.
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Banzai
Banzai significa "moltissimi anni" ed è un augurio equivalente al nostro "mille di
questi giorni" e "hip-hip-urra". Nelle cerimonie ufficiali questo augurio è
dedicato esclusivamente all'imperatore ma di solito si grida alla fine di una
festa, di una cerimonia o di una serata con gli amici. Dopo aver battutto per 3
volte le mani, lo si "urla" alzando le braccia e si ripete il tutto per altre 2
volte.
Le pulizie a scuola
Nelle scuole non esiste personale adetto alle pulizie: sono gli studenti insieme agli
insegnantia riordinare e pulire le aule, compresa la pulizia di porte, finestre
e pavimenti. Il termine Nihon per indicare il nome del Giappone, entrò in uso
solo nel 670. Prima il Giappone veniva chiamato Akitsushima (isola della
libellula) o Yamato (terra delle montagne); i Cinesi lo chiamavano "terra dei
wa" (terra dei nani). Se una famiglia ha solo figlie femmine, è usanza
"adottare" il genero affinchè il nome della famiglia non si estingua. In questo
caso, il genero andrà a vivere con la moglie in casa dei suoceri e così sarà un
membro della famiglia a tutti gli effetti. In Giappone infatti, i membri della
famiglia non sono essenzialmente i parenti, ma sono gli abitanti della stessa
casa. Ad esempio, un vicino di casa è più importante di un fratello sposato che
abita in un'altra città.
I fiori
Se si decide di regalare dei fiori, regalarne sempre più di uno. Questo perchè un solo
fiore è tradizione donarlo ai defunti!
Hotel ad ore
Gli hotel a tariffa oraria sono spesso frequentati da coppie regolarmente sposate.
Gli appartamenti giapponesi sono molto piccoli e con i bambini per casa, mamma e
papà non riescono a trovare una certa intimità. Così, per una sera, lasciano i
figli a casa con la baby-sitter e si recano in questi fastosi hotel, con
ambientazioni a tema (come gli alberghi di Disneyland), camere ovattate, letti
semovibili, musica in sottofondo, champagne e... finalmente
soli!
Gli hotel a capsule
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Gli hotel che hanno le "capsule" al posto delle camere, sono invece frequentati da
impiegati che, avendo lavorato fino a tardi (cosa normale in Giappone),
preferiscono pernottare in città anzichè farsi ore di viaggio in treno per
tornare a casa. Per "capsula" s'intende una stanzetta delle dimensioni di un
letto e alta circa un metro; vi si entra tramite uno sportello e all'interno si
trovano la TV, la radio e l'aria condizionata.
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Il raffreddore
E' un gesto di estrema maleducazione starnutire o soffiarsi il naso in pubblico (se vi
capita, cercate di scusarvi più che potete, se non volete offendere chi vi sta
attorno). I giapponesi infatti, quando sono raffreddati, nascondono il naso
sotto a una mascherina, come quella dei medici. Quindi se in Giappone vedete
qualcuno così "mascherato", sappiate che non lo fa per il troppo
inquinamento.
Il vomito
Vomitare dopo aver trascorso una serata con gli amici e
quindi dopo aver bevuto molto, non è così "irresponsabile" come per noi
occidentali. Anzi, il fatto di vomitare è ben gradito perchè significa essersi
sacrificati per la felicità degli amici e la gioia di stare insieme. Cioè,
nonostante si sia consapevoli di non reggere l'alcool, si beve ugualmente,
sacrificando la propria salute, pur di stare in compagnia.
Il sudore e lo sputo
In Giappone si sputa tranquillamente, anche nei locali e mezzi pubblici (donne
comprese), così come non fa "schifo" sudare molto, che è segno di impegno e
sacrificio.
I bambini
Contrariamente a noi occidentali, che insegnamo ai bambini,
fin dalla nascita, a dormire da soli e a comportarsi "civilmente", i bambini
giapponesi, finchè sono molto piccoli, dormono con la mamma e sono liberi di
fare quello che vogliono. Solo con il passare degli anni e con molta pazienza,
le mamme educano i loro figlioletti al rispetto e alla comprensione delle
persone. Infatti, non è il singolo alla base di tutto, ma sempre il gruppo, che
può essere rappresentato dalla famiglia, dalla scuola, dal club o dagli amici.
Anche l'educazione negli asili e nelle scuole va sempre in questa direzione.
Gli occhi a mandorla
A molti giapponesi, soprattutto alle donne, non piacciono i propri occhi "a mandorla".
Alcune donne infatti, si fanno un'operazione estetica per avere le palpebre come
le occidentali. Per questo nei fumetti gli occhi vengono disegnati grossi, tondi
e spesso di colore azzurro (l'usanza di disegnare così gli occhi iniziò con
l'introduzione in Giappone dell'arte Decò).
L'educazione familiare
Fino al dopoguerra, i figli si rivolgevano ai genitori chiamandoli Okaasan (Signora
madre) e Otoosan (Signor padre), ma con il diffondersi della cultura
occidentale, i termini "mama" e "papa" divennero alla moda e sostituirono presto
gli antichi nomi dei genitori.
Citta giapponesi gemellate con le italiane
Sono stati istituiti gemellaggi fra alcune città giapponesi e italiane:
- 1960 Kagoshima-Napoli
- 1963 Kiryu-Biella
- 1965 Kyoto-Firenze
- 1971 Ishinomaki-Civitavecchia (Roma)
- 1975 Tokamachi-Como
- 1976 Atami-Sanremo (Imperia)
- 1978 Gifu-Firenze
- 1979 Toki-Faenza (Ravenna)
- 1981 Osaka-Milano
- 1983 Kanra-Certaldo (Firenze)
- 1984 Tono-Salerno
- 1985 Ito-Rieti
- 1986 Provincia di Ibaraki-Emilia Romagna
- 1987 Okawa-Pordenone
- 1989 Tendoo-Marostica (Vicenza)
- 1992 Nagahama-Verona
- 1992 Koshimaki-Monticelli d'Ongina (Piacenza)
- 1993 Ikahomachi-Abano Terme (Padova)
- 1994 Shirakawamachi-Pistoia
- 1995 Utsunomiya-Pietrasanta (Lucca)